Dall’architettura alla fusione: la mia storia in argento
- stefaniaguidi65
- 15 lug 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Cosa succede quando una passione ti viene a cercare?
Non l’ho cercata. O forse sì, ma in modi indiretti, inconsapevoli. Ho sempre avuto le mani in movimento, ma non immaginavo che un giorno il metallo fuso avrebbe dato una forma nuova a tutto.
Non c’è stato un grande disegno, solo piccoli gesti che, uno dopo l’altro, hanno iniziato a parlarmi con chiarezza. Fino a quella mattina, in un laboratorio qualunque, dove la fiamma ha incontrato la cera. E lì tutto è cambiato.
Questo racconto è il mio modo di mettere ordine nel caos creativo da cui sono nate le mie collezioni. Un viaggio fatto di materiali vissuti, forme istintive e desiderio di autenticità.
Dove ogni anello, bracciale o collana sono anche una dichiarazione d’intenti.
Un passato da architetto, un futuro tra le mani
Sono nata come architetto. Eppure, fin da piccolissima, ho sempre avuto una passione viscerale per il fare. Le mani non riuscivano a stare ferme.
Modellavo, sperimentavo, costruivo. Ogni gesto era un modo per cercare qualcosa che non esisteva ancora.Soprattutto monili: a 12 anni ho venduto i miei primi orecchini.
Negli anni ’90 mi dedicavo alla lavorazione dei polimeri. I risultati erano ottimi, anche affascinanti, ma non bastava. Erano “balocchi”, oggetti decorativi che sentivo vuoti. Mancava la sostanza.

Poi è arrivata la svolta.
Nel 2000, quasi per caso, ho seguito un brevissimo corso sulla fusione a cera persa (metodo di cui parlerò in un altro articolo 😉)..
In poche ore ho capito che quel metodo racchiudeva tutto ciò che avevo sempre cercato: libertà creativa, artigianalità autentica e una semplicità disarmante.
Bastavano pochi strumenti – una candela, un tagliaverdure come piano di lavoro, un taglierino, una lima – e una volta modellata la cera, potevo affidarla a un laboratorio per la fusione.
Il metallo prendeva forma dalle mie mani. Era come scolpire un’idea e vederla trasformarsi in qualcosa di solido, duraturo, indossabile.
Finalmente un metodo antico, potente, ma alla portata di tutti e portabile da tutti. Non servivano macchinari industriali né processi invasivi. Bastavano una mano, una visione e una fiamma.
Ho cominciato così. E da allora non mi sono più fermata.
Creare ciò che non trovavo
Nel 2010, assieme a Maurizio — il mio compagno e complice di visione — abbiamo creato la nostra prima collezione da uomo. Partecipavamo a fiere di settore, portavamo i nostri pezzi in giro per il mondo, nei negozi alternativi anche di lusso, quelli dove le cose autentiche trovano ancora spazio.
Ma anche in quegli ambienti, sapevo una cosa:volevo creare solo i gioielli che avrei desiderato per me.Quelli che non trovavo da nessuna parte.
Così è stato, così è ancora.
Quello che ho visto nelle persone che mi scelgono
Nel tempo, ascoltando i miei clienti, ho riconosciuto un filo rosso…
Chi desiderava distinguersi, si scontrava con una produzione seriale, povera di verità e qualità
Chi per un regalo non voleva più l’ennesimo oggetto senz’anima
Chi indossava metalli industriali ne usciva spesso con fastidi o allergie
C’era sete di autenticità. Di sostanza. Di qualcosa che durasse e parlasse davvero.
Ed è proprio lì che ho iniziato a offrire non solo gioielli, ma possibilità di espressione.
Possibilità di espressione: un sasso, una foglia, un sogno. Così nascono le mie creazioni
Le idee non nascono mai da un calcolo.Spesso arrivano in silenzio: la notte, dopo una passeggiata, mentre tengo in mano una pietra o osservo una pianta. Un giorno è stata una foglia di rosmarino — sottile, ruvida, precisa — a parlarmi. È nato Erosmery, il bracciale che ancora oggi sento il più vicino a me.Unione spontanea di eros e rosmarino, corpo e natura, gesto e memoria.Solido, elegante, vivo. Il mio preferito. Come lui, ogni pezzo è figlio di una visione notturna, di un’intuizione silenziosa, di un gesto spontaneo.Poi viene il lavoro, la trasformazione, la fusione. Ma l’origine è sempre poetica. E profondamente personale. | ![]() |
Cosa rende diversi i miei gioielli (e perché ti riguarda)
Tutto ciò che creo risponde a tre criteri irrinunciabili:
🛠 Fatto a mano per davvero
Non assemblaggi. Non produzione in serie. Ogni pezzo nasce da me, dalla cera fusa, dal metallo lavorato con pazienza. Questo significa unicita`. E anima.
♻️ Materiali tracciabili e sostenibili
Utilizzo metallo riciclato, recuperato anche da vecchi gioielli. Le pietre che scelgo sono certificate, la filiera è trasparente, e ogni artigiano coinvolto viene equamente retribuito.
🌿 Personalizzazione vera
Se vuoi un anello con la tua pietra, un’incisione segreta, un bracciale che racconti una storia… posso crearlo.Così ogni gioiello parla davvero di te.
E non dimentichiamo il packaging: essenziale, sostenibile, progettato per durare e farsi ricordare.
Cosa dicono le persone che hanno scelto i miei gioielli
🔹 “Bellissimo anello, solido e originale. Mi ha colpita il design e la consistenza visibile anche attraverso le foto. Strepitose anche le altre creazioni.” – Luisa
🔹 “Adoro l’originalità e l’unicita` del design. So che indosserò un capo unico nel suo genere, il che lo rende davvero speciale.” – Beauty Has a Soul
🔹 “Bracciale very hard al polso di un uomo… Stefania poi bravissima e gentilissima nell’assecondare le richieste.” – Nicola
Parole che mi toccano, ogni volta.
Perché in fondo, anche questo è il mio mestiere: trasformare materia in emozione.
Il futuro che vedo (e che voglio costruire)
Credo in un futuro diverso per il mondo del gioiello.
📉 Meno produzione di massa
📈 Più attenzione al gesto, alla provenienza, al valore simbolico
Vedo un settore fatto di collezioni limitate, pezzi durevoli, filiere pulite.Dove la lentezza diventa un valore.E il lusso torna ad essere intimo, personale, reale.
Io continuerò a muovermi in questa direzione:• creando su richiesta• lavorando solo con materiali etici• evitando sprechi• restando sempre vicina a chi sceglie un pezzo con il cuore, non per moda

Se anche tu senti che manca qualcosa, forse è questo
Non vendo gioielli qualsiasi.
Vendo ciò che non si trova ovunque.
Vendo un gesto, una traccia, un pezzo di identità.
E se sei arrivatə fin qui, forse sei proprio il tipo di persona che non si accontenta.
“Perché a volte, bastano un sasso, una fiamma e un’intuizione per ritrovare se stessə. (cit. Stefania”)
🌿 Se ti risuona ciò che hai letto
raccontami la tua idea, la trasformiamo in gioiello










































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