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Creare bellezza oggi non è per niente banale


Perché creare oggi significa scegliere lentezza, attenzione e responsabilità


Creare bellezza oggi è una scelta scomoda.

Non perché sia inutile, ma perché viene spesso confusa con la superficie, con l’ornamento, con qualcosa di leggero da consumare in fretta.

Viviamo in un tempo veloce, rumoroso, saturo.

Le immagini scorrono, gli oggetti si accumulano, le parole perdono peso.

E mentre il mondo sembra chiedere semplificazione, efficienza, immediatezza, c’è ancora chi sceglie di fermarsi. Di fare con lentezza. Di non rendere tutto facile.



Io lavoro in questo spazio stretto.Quello in cui creare non significa produrre di più, ma tenere una posizione.Una posizione che non è mai neutra: fare qualcosa di non banale oggi richiede attenzione, presenza, responsabilità.

Non penso al mio lavoro come a un atto decorativo.Un gioiello, per me, non nasce per “stare bene addosso”. Nasce per dire qualcosa, anche quando non usa parole.Per questo parlo spesso di linguaggio. Perché ogni forma, ogni imperfezione, ogni scelta di materia costruisce un discorso. E un discorso, se è vero, non può piacere a tutti.

Negli anni ho imparato che semplificare troppo è una tentazione costante.Rendere le cose più lisce, più prevedibili, più rassicuranti.

Ma ho anche imparato che ciò che resta davvero non è mai la versione addomesticata di qualcosa. È ciò che conserva tensione, carattere, profondità.

Qualche giorno fa ho ricevuto questo messaggio:



“Stefania… Eccomi non mi sono scordata di scriverti…L’anello è di una bellezza molto particolare…Come tutte le tue creazioni…Hanno un linguaggio tutto loro…Per niente banale…Portano con sé l’Amore che ci metti…Ed anche questo oggi…Non è per niente banale né scontato…Ed ecco che ogni tua creazione diventa magica…”



Ho riletto queste parole più volte.Non per compiacimento, ma per attenzione.

Perché oggi parole come Amore, cura, attenzione rischiano di sembrare ingenue, o peggio retoriche.

E invece sono diventate difficili. Rare. Costose.

Non è per niente banale riconoscere il lavoro che c’è dietro un oggetto.

Non è scontato percepire il tempo, le scelte, i dubbi, la fedeltà a un processo che non accelera per compiacere il mercato.

Non è banale sentire che un oggetto porta con sé qualcosa di umano, in un momento storico in cui tutto tende a essere replicabile, sostituibile, dimenticabile.

Non penso che la magia stia nel gioiello.


La magia, se esiste, sta nel fatto che qualcuno dall’altra parte senta quel linguaggio.

Senza che io lo spieghi. Senza che io lo giustifichi. Senza che io lo renda più facile.

Creare bellezza, oggi, non significa ignorare ciò che accade nel mondo.Significa, al contrario, decidere che alcune cose meritano ancora tempo, rispetto, profondità.Anche – e soprattutto – quando tutto sembra spingere nella direzione opposta.


Non sento il bisogno di fare bilanci.

Mi basta sapere che continuo a lavorare in questo spazio fragile e ostinato.

Dove niente è dato per scontato. Dove ogni gesto è una scelta.


Se questo è stato il mio anno, continuare così è già una risposta


Ste




 
 
 

1 commento


Fantastica, viscerale, brutale proprio come il mondo che viviamo e divoriamo.....la bellezza è la materia prima delle nostre esistenze; è il gioco più oscuro, tra sofferenza e gioia, che allarga il nostro tempo......la sintesi del tuo magico ed abile lavoro, concreto e senza il superfluo, è pieno di quella bellezza scarna e pura difficile da trovare per cui crea e non correre!!!!

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